Stadio Meazza, a che punto siamo


Di Rosario Pantaleo*


In questi messi abbiamo scritto in varie occasioni dell’ipotesi della costruzione di un nuovo stadio di calcio a fianco del Meazza che, secondo le squadre, dovrebbe essere abbattuto. Oltre al nuovo stadio si prevedono, inoltre, sempre secondo il progetto delle squadre, insediamenti di un centro commerciale, un albergo, uffici ed altre funzioni (oltre a verde pubblico). E’ bene però ricordare che lo stadio Meazza e tutta l’area che vi sta attorno è di proprietà pubblica (Comune di Milano) e come tale deve essere gestita. Quindi in favore della città e non nel palese interesse delle squadre di calcio cittadine. Partendo da questo assunto è pertanto opportuno segnalare che:

  1. Lo stadio, secondo Agenzia del Territorio, ha un valore di circa 100 milioni di euro (valore immobiliare + brand);
  2. l’abbattimento dello stadio necessiterebbe (al di là della tipologia di traffico per lo smaltimento dei materiali che verrebbe messo in campo) di circa 50 milioni di euro. Chi li versa al Comune?;
  3. Attualmente e fino al 2030, come da convenzione, il Comune introita 10 milione di euro suddivisi in 5 cash e 5 di interventi di manutenzione. In 10 anni sono 100 milioni;
  4. Fatto questo semplice computo l’amministrazione deve tener conto che girano numeri per circa 250 milioni. Di questo importo, ovviamente, non si può non tenerne conto altrimenti non saremmo seri amministratori; 
  5. Non esistono, almeno nella maggior parte dei consiglieri comunali, particolari ostatività rispetto al nuovo stadio che, certamente, sarebbe un valore per la città ma, nel contempo, come amministratori, dovremmo essere chiamati, almeno secondo le attuali intenzioni delle squadre, a dare il via libera ad un progetto che chiede 99 anni di concessione, il versamento al Comune di un canone a partire dal 32° anno dalla concessione ed il raddoppio degli indici di edificabilità come oggi sanciti dal PGT approvato ad Ottobre 2019; 
  6. Unitamente a quanto sopra dobbiamo rilevare che il Comune di Milano non ha   ricevuto un piano finanziario completo, chiaro ed esaustivo rispetto alle risorse che saranno messe a disposizione per il progetto che, ricordiamo, insisterebbe su un’area pubblica che ha un valore economico e un indice di edificabilità deliberato dal PGT; 

Nel frattempo, in attesa di vedere un progetto esaustivo da parte delle squadre (quanto ad oggi osservato è un rendering con una serie di indicazioni generiche) rispetto al nuovo stadio, per quanto concerne il “vecchio” Meazza, il Politecnico ha ritenuto che la sua riqualificazione sia troppo onerosa e non raggiungerebbe gli standard oggi richiesti dall’UEFA per le competizioni internazionali. Il costo della riqualificazione è stato comunque stimato in circa 530 milioni di euro. Giusto per sentire diversi pareri sul tema, nelle scorse settimane la Commissione sport, insieme ad urbanistica e demanio, ha audito (insieme ad alcuni tecnici che si sono occupati professionalmente dello stadio Meazza) due professionisti (Architetto Mascheroni ed Ing. Aceti) che, hanno proposto due progetti di riqualificazione dello stadio. Con il primo progetto si immagina di eliminare il terzo anello e le torri di sostegno, creare una nuova copertura ed infossare il campo da gioco creando una sorta di anello zero. L’altezza dello stadio andrebbe a diminuire limitando, così, l’impatto del paesaggio. Nella parte superiore dello stadio, privo del terzo anello andrebbero a costituirsi spazi di ristoro e quant’altro necessario ed utile ad una più ampia fruizione dello spettacolo sportivo. In totale il numero di posti passerebbe da 76 mila e quasi 62 mila. Il secondo progetto, invece, mantiene le torri di sostegno della copertura ma ugualmente elimina il terzo anello per utilizzare il relativo spazio a servizi di ristorazione, commerciali, sportivi. Il numero di spettatori rimarrebbe, anche in questa versione di progetto, intorno ai 60 mila. Per entrambi i progetti non sono state consegnate cifre con l’indicazione dell’importo complessivo per la riqualificazione dello stadio ma, da quanto si è potuto capire, la cifra, in entrambi i casi dovrebbe aggirarsi sui 250 milioni di euro. Per entrambe le soluzioni previste le attività di demolizione e ripristini non bloccherebbe le partite e le squadre potrebbero continuare a giocare al Meazza tutte le stagioni. E’ opportuno, però, chiarire che quanto proposto dai professionisti citati è da considerarsi come una sorta di esercizio didattico (un progetto è qualcosa di certamente più complesso) ma, comunque, rende un orizzonte di possibilità in precedenza escluse rispetto alla riqualificazione dello stadio Meazza. E’ inoltre necessario ricordare che sullo stadio deve ancora pronunciarsi la Soprintendenza la quale potrebbe ritenere l’edificio dello stadio un elemento architettonico di particolare pregio storico e culturale per la sua centralità nella cultura popolare di massa e non consentirne l’abbattimento. 
Pertanto questo potrebbe significare la possibilità della presenza di due stadi o del solo Meazza, rigenerato, senza il nuovo stadio. Queste due ipotesi sono rigettate dalle squadre oltre che da ampia parte dei residenti i residenti a seconda dell’ipotesi che potrebbe essere scelta. La terza ipotesi consistente nella costruzione del nuovo stadio ed abbattimento del Meazza dovrebbe trovare soluzione rispetto a come il Comune di Milano dovrebbe e da chi essere rimborsato rispetto alla sua perdita di un bene che, al momento, consente l’introito di un reddito certo (come indicato nei punti da 1 a 6 sopra indicati). La matassa è complessa ma in primis chi non deve perderci è certamente il Comune di Milano e coloro che saranno chiamati a decidere le sorti di un bene pubblico. Il percorso è ancora lungo ma, ci si permetta una considerazione: per avere gli stessi ricavi Rimane, per chiudere una considerazione: se oggi gli incassi per la vendita di biglietti ed abbonamenti sono di un certo valore, nel momento in cui si andrà a ridurre la capienza dei posti il prezzo dei biglietti e degli abbonamenti non potrà essere lo stesso e solo per rimanere sullo stesso livello dovrà prevedersi un incremento. Non ci saranno più gli incassi come Inter-Barcellona quindi vista la prevista riduzione della capienza? No, certamente no perché aumenteranno in proporzione i biglietti rendendo sempre più evidente che lo sport popolare per eccellenza, per essere visto dal vivo e non in TV, sarà sempre più rivolto alle fasce “non-popolari” degli appassionati. Insomma, potremmo dire che potrebbe arrivare il giorno che andare allo stadio diventerà una sorta di status symbol…? Chissà…       

*Consigliere Comunale   

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