PIAZZA D’ARMI: 400’000mq per il futuro di Milano


Il futuro dell’ex Piazza d’Armi (alle spalle della caserma S.Barbara e lungo via Forze Armate) rappresenta una delle grandi opportunità per il futuro del Municipio 7. Le scelte per la sua riqualificazione sono una sfida alla quale come PD locale vogliamo contribuire in maniera aperta e partecipata.

 

Una breve cronistoria

L’area dell’ex Piazza d’Armi, storico sito militare milanese, occupa una superficie complessiva di 416.000 mq nella quale sono compresi anche i magazzini militari in disuso lungo Via Olivieri, mentre è esclusa la Caserma Santa Barbara ancora in funzione. Dopo la progressiva dismissione degli usi militari e dopo un Protocollo d’Intesa con il Comune di Milano per la sua riqualificazione, il Ministero della Difesa ne ha disposto l’assegnazione alla Società Invimit (fondo immobiliare detenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) con lo scopo di valorizzarla anche attraverso la messa in vendita.

 

Lo stato di fatto

L’area soggetta a trasformazione è di 416.000 mq. Su questa, il Piano di Governo del Territorio prevede un indice di edificabilità dello 0,70 metro quadro su metro quadrato, con il vincolo che almeno il 50% della superficie debba essere destinato a “Spazi a parco permeabili”.

Il Documento di Piano prevede inoltre che “l’Ambito di Trasformazione Urbana “Piazza d’Armi” risulterà caratterizzato dalla presenza di un parco urbano utile a garantire continuità rispetto ai sistemi ambientali esistenti e in programmazione.” Recentemente Invimit ha dato incarico ad un professionista di redigere un primo progetto (“masterplan”), pubblicato anche su alcuni giornali, che riporta un’ipotesi progettuale sulla futura conformazione dell’area. Sono in corso, inoltre, sempre a cura di Invimit, analisi sulla qualità del suolo e bonifiche dall’amianto presente negli ex magazzini.

 

I nostri auspici per il futuro dell’area

Come Partito Democratico del Municipio 7 riteniamo fondamentali i seguenti aspetti per il futuro sviluppo dell’area:

  • Minor consumo di suolo e minor cementificazione. Puntare sul contenimento del costruito e su una disposizione degli edifici che sia coerente e in armonia con il tessuto urbano circostante pre-esistente, pensata con un confronto pubblico con la cittadinanza. Proponiamo di abbassare l’indice di edificabilità riducendo in modo equilibrato la quota di edilizia residenziale libera e di quella destinata ad housing sociale.
  • Collegamenti e sistema del verde. Valorizzare i collegamenti con il contesto circostante e garantire la loro accessibilità ciclopedonale in particolare verso il Parco delle Cave, la Via Novara (quartiere Fleming) e il futuro centro polivalente “Mare Culturale Urbano”, oltre che verso Piazza Perrucchetti attraverso la caserma, quando questo sarà possibile. Importante inoltre che questi collegamenti siano anche elemento di rafforzamento del sistema del verde e fungano da “corridoi ecologici”, come già previsto dal PGT.
  • Viabilità e trasporti. Riporre molta attenzione nella valutazione dell’impatto dei volumi di traffico sulla viabilità circostante e prevedere un importante servizio di trasporto pubblico che colleghi l’area con il resto della città riprendendo anche l’ipotesi già prevista da PGT e Piano della Mobilità Urbana circa un nuovo collegamento su ferro (“linea F”) tra le stazioni di San Cristoforo e Certosa.
  • Funzionalità sociale. Consentire l’insediamento di funzioni pubbliche di carattere sociale, culturale, sportivo e di ricerca e formazione con annessi alloggi temporanei per studenti, con lo scopo di raggiungere un mix funzionale in grado di generare un rinnovamento urbano dell’area, ma anche del contesto circostante. Funzioni che comunque a nostro avviso andranno definite con un percorso di confronto con la cittadinanza e sulla base dei servizi carenti in questa parte di città.

 

La gestione dell’area a breve termine

Qualsiasi sviluppo definitivo dell’area richiederà comunque lunghi tempi e verrà condotto per fasi; ci sembra urgente però che in attesa dell’avvio degli interventi di rigenerazione urbana dell’area questa possa aprirsi per funzioni urbane temporanee. È necessario che Comune di Milano, Municipio 7, Invimit e gli altri enti coinvolti si impegnino a rendere disponibile sia l’area che i magazzini – una volta eseguite le analisi ambientali e fatte salve eventuali bonifiche che si rendessero necessarie – per prevedere usi temporanei opportunamente regolamentati e tutelati, aperti alla partecipazione di associazioni sportive, ricreative e culturali e di attività sociali e solidaristiche. Le associazioni potranno custodire e valorizzare le zone loro assegnate anche sotto l’aspetto ambientale, a condizione che non sia pregiudicata la rigenerazione definitiva delle aree. Nel frattempo, va affrontato quanto prima il problema degli orti spontanei insediatisi nel corso degli anni sul lato di via Domokos, al fine di porre soluzione alla situazione precaria e di degrado dell’area.

 

Partecipazione e confronto pubblico

Come Partito Democratico del Municipio 7 riteniamo fondamentale che la partecipazione e il confronto pubblico debbano accompagnare le fasi decisionali sul futuro dell’area a breve e a lungo termine.

Auspichiamo:

  • che l’istituzione Municipio 7 si faccia promotrice di un coinvolgimento della cittadinanza nelle varie tappe della fase progettuale e soprattutto della definizione degli usi temporanei dell’area;
  • un percorso condiviso per la destinazione degli oneri di urbanizzazione (le tasse che chi costruisce paga al Comune) volti alla realizzazione di servizi pubblici;
  • che per la definizione dei singoli progetti che andranno a comporre dettagliatamente il masterplan definitivo, siano previsti concorsi pubblici di progettazione al fine di garantire maggior qualità alle proposte e coinvolgere ulteriormente la Città alla trasformazione in corso.

 


Puoi scaricare e diffondere questo documento anche aprendo la versione pdf sottostante.

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