2 comments on “Il nuovo senato e la fine del bicameralismo paritario

  1. 29 Luglio 2016 Corrado Angione

    Sul rapporto tra riforme costituzionale ed elettorale
    Uno dei punti controversi della riforma costituzionale è il suo nesso con l’Italicum, relazione peraltro dichiarata ed esplicitata dal Governo.
    Ai sensi dell’art. 2 c 8, “i partiti o i gruppi politici organizzati che si candidano a governare, depositano il programma nel quale dichiarano il nome e cognome della persona da loro indicata come capo della forza politica”.
    Ma in questo modo, il futuro premier di fatto sarà “eletto” dal popolo. Cambia cioè la forma di governo che scivola da parlamentare (in un sistema parlamentare la candidatura è a rappresentare in Parlamento), a presidenziale, senza i contrappesi dovuti. Anche nelle Repubbliche presidenziali, nelle quali il Presidente eletto dai cittadini è capo dello Stato e del governo, esiste uno specifico sistema elettorale per eleggere il Congresso/Parlamento. Inoltre, accadrà con un sistema iper maggioritario destinato a produrre una miscela indigeribile, dove anche forze minori (non è prevista alcuna soglia minima per accedere al ballottaggio, vi accedono in ogni caso le prime due liste più votate) otterrebbero i 340 seggi, la maggior parte dei quali nominati.
    E’ opportuno provare a immaginare cosa accadrebbe nel caso in cui il Governo venisse sfiduciato: sarebbe difficilissimo poter cambiare Presidente del Consiglio durante la legislatura (requisito tipico della forma parlamentare) e porterebbe a nuove elezioni.
    Non è stata invece prevista alcuna norma riguardante la sfiducia costruttiva.
    Ratificare il divario fra la società e la politica e le istituzioni produce instabilità del sistema politico nel suo complesso.
    Se si riduce la qualità della rappresentanza, si allontanano ulteriormente e comunque cambiano i rappresentati, quindi le domande e di conseguenza le risposte, che dovrebbero tendere alla trasformazione, all’uguaglianza sostanziale e alla solidarietà sociale, in attuazione della prima parte della Costituzione.
    L’Italicum dovrebbe essere sostituito, meglio se prima della valutazione che ne darà la Corte Costituzionale, con una buona legge elettorale all’altezza dei migliori sistemi utilizzati nelle democrazie parlamentari di lungo corso dell’Europa occidentale.

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  2. […] entrati sempre più nel merito della riforma, abbiamo smontato le bufale di chi non vuol mai cambiar... https://pdmilano7.wordpress.com/2016/11/27/e-il-momento-di-cambiare-insieme

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