Su Marchiondi e San Siro


di Rosario Pantaleo*

Allora…secondo la Sovrintendenza lo stadio Meazza non possiede un valore adeguatamente storico-monumentale perchè possa essere tutelato. Non entro nel merito riservandomi di continuare a farlo nel contesto del ragionamento generale sulla questione della richiesta del nuovo stadio da parte delle squadre milanesi.
Ma se lo stadio non è meritevole di tutela (ma è ancora in attività, pur con le sue problematiche pur ricordando le abbondanti manutenzioni occorse per la finale di Champions del 2016) perchè la struttura dell’Istituto Marchiondi sita a Baggio, in totale degrado da decenni, inutilizzabile anche perchè non più a norma i relativi spazi e volumi, deve essere mantenuta “in vita” grazie al vincolo architettonico apposto anni fa…?
Tutto questo non ha senso…12.000 metri quadrati di superficie totale edificata e degradata, 10.000 metri quadrati di verde che dovrebbe essere pubblico, inutilizzato. Non ha nessun senso…
Dopo la grande occupazione degli anni 2003-2005 che vide la presenza anche di 400 persone al suo interno, dopo il tentativo, naufragato (non per responsabilità dell’Amministrazione comunale successiva), di rendere quello spazio un campus universitario del Politecnico unitamente a servizi per il territorio a favore di giovani, anziani, ragazze madri ed altri soggetti del privato sociale, la struttura è rimasta “immobile” nel degrado costante.

Chi scrive segue la vicenda da oltre 20 anni e ha cercato di trovare soluzioni e fatto proposte di senso ma il vincolo, che ho chiesto venga tolto, è sempre lì ad incombere su ogni possibile soluzione.
Alla Sovrintendenza ho fatto più volte notare l’inutilità di un vincolo che blocca ogni tentativo di costruire un progetto che abbia spessore e futuro. Un vincolo che tutela dei cementi armati che si stanno sgretolando a causa dell’effetto di decarbonizzazione; un vincolo che tutela un immobile che si degrada ogni mese che passa, che non permette l’utilizzo di un’area vitale per il quartiere di Baggio.
Ma chi andrebbe mai ad investire in un immobile che necessita di non meno di 25 milioni di euro per la sua riqualificazione e per la sua messa a norma; un immobile che avrebbe il vincolo sempre ad incombere per ogni intervento fosse necessario.
Un immobile di cemento armato nascosto, “lontano dagli occhi”, come un mistero che nessuno vorrebbe, comunque, scoprire perchè sarebbe intriso di “terrore” per non comprendere l’insensatezza della situazione.

E così chi cade e non può risorgere può essere tutelato. Ma chi ogni domenica e qualche volta il mercoledì risorge con il boato della folla, può cadere e soccombere. La realtà è spesso priva di senso logico…

*consigliere comunale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares