Milano – Italia scriviamo un nuovo futuro


di Giuliana Cassioli*

Sabato 16 maggio si sono svolti i tavoli Milano-Italia scriviamo il futuro interessante dialogo tra i cittadini, iscritti ed esponenti del  PD per condividere pensieri, parole e idee. I tavoli erano molteplici ed ho provato a dare il mio contributo su tre di essi e precisamente: Lavoro, Economia e Terzo settore, Innovazione e Digitalizzazione.

Economia e Lavoro non posso fare a meno di vederli come due facce della stessa medaglia, perché l’una senza l’altra non avrebbero senso.

Da qui ho avanzato alcune proposte.

Reddito universale. Un reddito universale che possa garantire uno standard minimo e dignitoso per la sopravvivenza. Un organismo sovranazionale (europeo o mondiale) che possa avviare un percorso, sicuramente lento ma obbligatorio, di redistribuzione del reddito. Che potrebbe trovare fondi anche nella camera compensatoria fiscale e da quella WEB transnazionale, abbinate a percorsi di formazione permanente anche questi transnazionali.

Standard salariali, sindacali e di sicurezza. Affrontare gli standard salariali, sindacali e di sicurezza. Ovviamente tutto questo è possibile se nei mercati più ricchi e socialmente più attenti si inseriscono due elementi: standard minimi salariali,  sindacali e di sicurezza – standard di produzione come il “marchio lavoro” .

Marchio lavoro. Lo intendo come uno strumento di armonizzazione dei livelli salariali a livello europeo ed ancor meglio mondiale. Come il marchio CE, che garantisce la sicurezza alimentare e non solo dei prodotti. Cioè un prodotto in Europa prima di essere ammesso alla commercializzazione deve certificare alcune caratteristiche di salubrità. Nello stesso tempo anche nei prodotti con impiego di forza lavoro deve garantire alcuni standard salariali, sindacali e di sicurezza anche se pur minima, che forse può apparire un’ipotesi utopica, ma la si deve affrontare.

Camera compensatoria web trasnazionali. Istituire un organismo che valuti le transazioni che avvengono sul web. Ovviamente non solo lo scambio di merci e prodotti ma anche di servizi. Un Ente dove riuscire ad avere la percezione delle movimentazioni online, su piattaforme e non. Come avviene per le  webtax,  le aziende che effettuano operazioni online dovrebbero versare a questa camera/ente una percentuale delle transazioni ovunque esse siano svolte in una misura per esempio del 3%.

Camera compensatoria fiscale. Abbiamo più volte assistito a come alcune grandi aziende e multinazionali che operando in più nazioni possono godere dell’elusione e delle normative più vantaggiose che in Europa ma anche nel mondo esistono. Formare un ente transnazionale europeo  o meglio mondiale, che possa trattenere una percentuale sulle transazioni (1%?) che avvengono sul proprio territorio o in determinate aree più redditizie per le aziende o le multinazionali, che possa fare da ristorno tassativo/fiscale a prescindere da dove è collocata la propria sede o la propria tesoreria.

Formazione permanente inoccupati/lavoratori/imprenditori (patente professionale europea ed anche mondiale). Una formazione obbligatoria da intraprendere ciclicamente per corsi/master di perfezionamento ed aggiornamento rivolta soprattutto alla innovazione e alle trasformazioni del lavoro che saranno sempre più spinte.

Domotica di quartiere e smart city. Utilizzo delle nuove tecnologie abbinate alla costruzione di edifici e alla realizzazione di opere di urbanizzazione per migliorare la vita dei cittadini e delle aziende che ivi risiedono o sono insediate e che possano sfruttare al meglio le opportunità innovative che già esistono, ma che devono essere messe a sistema.
Se per esempio un’azienda installa delle telecamere a protezione, esse possono essere condivise (magari con un contributo pubblico anche sotto forma di crediti d’imposta) dal quartiere per garantire maggiore sicurezza. Ma anche disporre di dati da poter analizzare come traffico, spostamenti necessità di utilizzo energia.
Tutta questa mole di dati ricevibile dal pubblico e dal privato potrebbe essere messa a sistema, non solo per migliorare la qualità della vita delle persone e la funzionalità delle aziende, ma quale risparmio per la pubblica amministrazione ed efficientamento dei servizi. Tutto questo è già disponibile, bisogna farne una rete unica.
Prevedendo per esempio al momento della costruzione degli edifici, di dotarli di alcune semplici reti dati, monitor e software da rendere obbligatori come gli standard di contenimento energetico. Anche questo potrebbe essere tradotto non in maggiori costi ma in risparmi per la pubblica amministrazione che potrebbe ristornare a sua volta ai costruttori e gli utilizzatori.

Big Data La pubblica amministrazione deve essere trasparente ed in sinergia con i quartieri smart e deve essere al servizio dei cittadini. Va ribaltato il rapporto tra cittadini e PA e armonizzati i software degli enti che devono dialogare al servizio dei cittadini.
Il cittadino che deve aprire una attività o che deve solo comunicare la propria residenza non dovrebbe fare mille domande ad enti diversi, ma una unica comunicazione digitale o a sportello. Sarà poi la PA ad attivare al suo interno tutti gli uffici di competenza. Per esempio se un’ azienda dichiara di voler aprire una attività, sarà questo unico sportello ad attivare tutti gli altri (Camera di Commercio, INPS, INAIL, ecc). Se un cittadino cambia la residenza lo comunica a questo unico sportello ed il Cumune lo comunicherà a tutte le sue aree, come raccolta rifiuti per la tassa rifiuti (TARI) o se c’è una proprietà immobiliare IMU etc.
In questo modo si prevengono errori o dimenticanze, si alleggeriscono le incombenze e si evita anche il mancato pagamento di tributi aumentando le entrate, in cambio di una riduzione delle attività sanzionatorie.

Web Tax. Ultimo appunto. Il Governo ha già approvato la webtax che è pari al 3% del volume delle transazioni online e che entrerà in vigore, per l’Italia, nel 2021. Bisognerebbe davvero anticipare detta scadenza al 2020 e aumentare la percentuale al 5% o 7% come hanno già fatto altri stati. Questo ovviamente in ragione sia dello stato straordinario in cui ci troviamo, che dell’aumento consistente degli acquisti online e del fatturato delle multinazionali che operano in rete.

*segretaria circolo Pd F.lli Cervi

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