Da dove nascono l’antifascismo e la Resistenza


Riflessioni sul 25 aprile

di Mimmo Tissi

Dopo il fallimento dell’occupazione delle fabbriche del “biennio rosso” 1919/20, e in risposta all’organizzazione delle leghe contadine, gli industriali e gli agrari promuovono quella che è stata chiamata la “controrivoluzione preventiva”, utilizzano un nuovo strumento politico il movimento fascista.
Le violenze si susseguono ininterrotte, vengono assaltate ed incendiate le Case del Popolo, le Camere del Lavoro, le Cooperative, i giornali di sinistra, le persone che frequentano questi luoghi vengono assassinate.
Le forze dell’ordine si voltano dall’altra parte se non addirittura proteggono le violenze. Così come l’esercito, con il nulla osta del Re, non ferma la marcia su Roma del ’22.

Giacomo Matteotti

Il fascismo è al potere e già nel ’24 viene assassinato un importante esponente dell’opposizione Giacomo Matteotti. Non gli viene perdonato il discorso alla Camera dei Deputati in cui contesta la regolarità e la validità delle elezioni.
Terminato il discorso dice ai suoi compagni : “Io il mio discorso l’ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me”.

Piero Gobetti

Nel ’26 un giovane intellettuale torinese, Piero Gobetti, autore della “Rivoluzione liberale” sensibile alle istanze del socialismo, è duramente percosso da fascisti, da quella aggressione non si riprenderà più.
“Era un giovane alto e sottile, disdegnava l’eleganza della persona, portava occhiali a stanghetta, da modesto studioso, i lunghi capelli arruffati dai riflessi rossi gli ombreggiavano la fronte”.

Antonio Gramsci

Sempre nel ’26 viene arrestato Antonio Gramsci, nonostante fosse gravemente malato, lasciato morire in carcere, nel ’37. Di lui Mussolini dice: “Bisogna impedire a quel cervello di funzionare per almeno vent’anni”.

Da qui nasce la dittatura fascista, che durerà vent’anni, in una sequenza di atti volti a sopprimere le libertà personali e i diritti politici.
La messa al bando dei partiti, la riconversione conformistica delle testate giornalistiche più importanti e la chiusura delle altre, il divieto di associazioni esterne al regime, perfino la libertà di parola poteva essere perseguita.
L’istituzione del Tribunale speciale per la difesa dello Stato, che poteva decidere, per gli imputati antifascisti, la morte, il carcere o il confino. L’inquadramento nella cultura del regime degli individui, fin dalla più tenera età, con divise, adunate, canti e giuramenti.
Poi gli anni ’30, con la retorica della grandezza della Patria e dell’Impero.
Poi le leggi razziali del’38 e la sciagurata alleanza con la Germania nazista.
Infine la guerra, il disastro, la sconfitta del fascismo e del nazismo.
Il riscatto dei popoli e la rinascita.
Il 25 aprile è la data più importante della nostra Italia, perchè inaugura il futuro, dentro ci troviamo la pace, la libertà e la possibilità di continuare a lavorare per la giustizia.

*Immagine di copertina di Federico D’Adda

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