Resto a casa, ma se non ho casa?


L’ordinanza prevede che chi va in giro senza motivi di urgenza o di necessità è passibile di tre mesi di carcere e di un’ammenda fino a 200 Euro. Non si può camminare per strada senza ragione motivata da parte del cittadino, cioè per approvvigionamento alimentare o per portare fuori il cane o per lavoro o per altri inderogabili motivi di salute. Si parla di un 10% di irresponsabili che non rispettano i divieti. Si vedono video che elencano tutte le meravigliose cose che si possono fare a casa. Personaggi famosi che raccomandano ai cittadini di stare a casa sullo sfondo dei loro splendidi salotti. Case confortevoli.

Forse non considerano il fatto che molti non dispongono di domicili così lussuosi. Molti in Italia abitano in monolocali, luoghi angusti, a volte devono condividerli con riluttanza con altri, in una convivenza a intollerabile. Sono sacrifici. Ma cosa dovrebbero dire coloro che la casa neppure ce l’hanno?

Sono almeno 4000 i senzatetto a Milano.
I dormitori riescono ad ospitare quasi tutti ma sono da 300 fino a 700 coloro che rifiutano di essere ospitati nei dormitori del Comune di Milano. Inoltre è difficile stabilire il numero esatto dei senzatetto. Questa è la situazione descritta dall’assessore delle politiche sociali del Comune Pierfrancesco Majorino. Riferisce che i clochard vengono continuamente invitati a trascorrere le notti al riparo, ma essi si rifiutano. Molti di loro hanno delle problematiche di vario genere. Solitamente sono uomini singoli, giovani di varie età, alcune donne e alcuni nuclei famigliari.

Spesso hanno storie difficili alle spalle. Colpiti da un’avversità che nella vita ha li ha fatti precipitare dalla normalità all’indigenza fino a fare della Stazione Centrale la loro casa. Milano è la capitale d’Europa con i suoi meravigliosi palazzi, ma se si osserva in basso ci sono persone che non stanno bene affatto. Molti pagano sulla loro pelle la crisi economica o il fallimento migratorio che hanno fatto perdere loro il lavoro, il reddito, la casa, le relazioni sociali. La loro speranza è sopravvivere.

L’ordinanza del Governo di stare a casa, risuona come paradossale. Si dà per scontato che tutti abbiano una casa ma i numeri sono impressionanti: in Italia si stima che vi siano 50 mila senzatetto (dato Istat). In Unione Europea si parla di 3 milioni di persone. In questi giorni di emergenza la loro situazione è ancora più drammatica. Sono gli ultimi e rimangono ai margini pressoché dimenticati da una febbrile cronaca quotidiana impegnata ogni giorno nel triste bollettino dei contagiati e delle vittime.

Liliana Malacrida

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